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    April 05

    Ricomincia

    Wow ne è passato di tempo.... tra un pò c'è il nuovo Gods Of Metal...
    Vabbè, cerchiamo di elencare tutte le motivazioni che mi hanno portato a non aggiornare il blog per molto molto molto (ma molto) tempo nel modo più esauriente possibile: briga. Ok finito. Altri motivi non ce ne sono, catastrofi non sono successe e continuare a star qua e menare il can per l'aia non interessa a me e di certo non frega a voi. Quindi vediamo di continuare come avevamo cominciato, ossia con recensioni a caso di quello che mi passa per la testa.
     
     
    Meshuggah - obZen
    "Meshuggah" significa pazzo in ebraico. Si capisce anche perchè.





    1. Combustion
    2. Electric Red
    3. Bleed
    4. Lethargica
    5. ObZen
    6. The Spiteful Snake
    7. Pineal Gland Optics
    8. Pravus
    9. Dancers To A Discordant System


    Perchè i Meshuggah? Beh perchè no? I nostri amici in passato erano dediti ad un death definito dai maggiori esperti del settore appartenente al sottogenere "peso come il tuono". La loro simpatica particolarità è quella di inserire riff incasinatissimi e 457456 variazioni di una singola nota, formando un macello sonoro veramente invidiabile, il tutto condito da un batterista spaventoso (i casi sono due, o è una drum machine oppure è Satana. Non ci sono altre alternative)
    Questo ultimo disco invece è decisamente più melodico (sia chiaro però che non è una passeggiata tra campi fioriti). Addirittura combustion si apre con un riff che si può definire quasi (sottolineo quattro volte) orecchiabile e la canzone dura appena 5 minuti. Dico appena perchè la compagine svedese a fare canzoni tipo i Dream Theater del death, ma con meno scale neoclassiche e tempi paritetici, che sia ben chiaro non ho la minima idea di cosa siano, ma li nominano Petrucci e Portnoy ogni tre per due quindi fa molto figo). Ad un ascoltatore sembrerebbe una normale canzone di death melodico, anche se abbastanza ispirata. Ma già alla seconda canzone succede il patatrack. Riff a caso (che in realtà a caso non sono affatto, anzi...), batteria martellante e un muro di caos molto divertente (anche se non siamo per fortuna ai livelli della bonus track di "Chaosphere", lì è agghiacciante... provare per credere, dopo "Elastic" ci sono tre minuti di una sorta di martello pneumatico elettrico che sale sempre più di volume fino a diventare assordante e poi trenta secondi di chitarre e urla gettate a caso... spaventoso). E tutto il disco vola via così, tra 10 minuti di riff sempre diversi e mai ripetuti e sperimentazioni tecniche. Molto piacevole. Sarebbe interessante cercare una cover band dei Meshuggah, anche se probabilmente già suona all'inferno. Oppure è un computer.

    In ogni caso il disco è veramente bello, pesante e cattivo al punto giusto, mai noioso (quasi superfluo dire mai noioso... non si ripetono due note uguali, come fa ad essere noioso?) e vola via che è un piacere. Voto alto come è giusto che sia, 599/666. Alla faccia dei Dream Theater ecco... Portnoy confessa che i tempi paritetici te li sei inventati tu per sembrare grosso e che in realtà non esistono!!! Maledetto!!! D'altra parte da uno che mette nella top ten personale i dischi dei Beastie Boys non ci si puuò aspettare niente di buono.


    PS. si, la copertina è orrenda lo so.

    PS2. il titolo, per chi non l'ha capito, è un gioco di parole tra obscene (osceno) e zen. La copertina in grande è più esplicita, non ho messo quella perchè se possibile è ancora più brutta di questa, e il giochino si capisce lo stesso.

    XBOX360. niente da dire ma dovevo fare questa battuta.


    June 05

    Pausa

    Pausa.
    Purtroppo il periodo post gods of metal sarà interamente dedicato allo studio vista la mole di esami che mi assalità in poco tempo. Peccato, ma non appena tornerò libero scriverò il live report del gods criticando i Dream Theater perchè Petrucci ha palesemente sbagliato l'attacco dell'assolo di As I Am, i Dark Tranquillity perchè fanno death, i Dimmu Borgir perchè sono commerciali e i Blind Guardian perchè sono troppo famosi e non fa per niente figo conoscerli. Per non parlare degli heaven and hell... Per ingannare il tempo beccatevi un paio di foto fatte da me stesso medesimo.

    Una giornata fangosa.

    Il chitarrista dei DGM (il chitarrista è il nome, dei DGM il cognome)

    Anathema, inguardabili ma bravi.

    Allen è incommensurabile.

    Dark Tranquillity, Dark Tranquillity, Dark Tranquillity!!!!

    Il pio Shagrath ci mostra la sua personalissima visione del cristianesimo.

    Se non conoscete questo uomo, avete decisamente sbagliato sito.

    Povero Portnoy, che brutta batteria...

    Dio è Dio, Dio è un dio.


    Ho pacchi di altre foto, e anche qualche video, a parte dei Dark Tranquillity, (troppo pogo per rischiare il telefono) i Dream Theater e gli Heaven and Hell (troppo esausto dal pogo per stare nelle prime file). Ah no. ho un bel filmatino di Surrounded dei Dream, venuto molto bene sia in audio che in video. Non ho potuto fare foto ai Synestesia perchè sono arrivato nelle prime file quando loro erano già alla penultima canzone, ma per completezza c'erano anche loro e per quel poco che ho sentito se la cavavano.
    A parte le 15 ore di concerto filate e le 5 di pogo ininterrotto che mi hanno rovinato, ne è valsa veramente la pena. Un concerto fantastico, dall'inizio alla fine. Nel report metterò altro foto, racconterò i momenti salienti del viaggio e della giornata e chiaramente descriverò passo per passo le esibizioni. A presto!!!!

    May 22

    United Abominations

    Megadeth - United Abominations
    Dave Mustaine si è convertito al cattolicesimo. La sua musica no.



    01. Sleepwalker
    02. Washington Is Next!
    03. Never Walk Alone...A Call To Arms
    04. United Abominations
    05. Gears Of War
    06. Blessed Are The Dead
    07. Play For Blood
    08. A Tout Le Monde (Set Me Free)    
    09. Amerikhastan
    10. You're Dead
    11. Burnt Ice

    Amo i Megadeth. Amo i Megadeth perchè Dave Mustaine sarà anche uno scontroso egocentrico, ma ha delle gran belle idee (musicali). Amo i Megadeth perchè  SONO Dave Mustaine. Un personaggio che ha mandato al diavolo Marty Friedman, che sarà anche stato un signor chitarrista, ma fondamentalmente è un povero idiota inetto. "I prossimi dischi devono avere parti heavy, molto heavy, e parti pop, molto pop. Non possiamo restare legati agli anni '80 quando in giro c'è un sacco di nu metal che aspetta solo di essere sviluppato" ha sostenuto nel periodo di militanza... ... ... Ma che cazzo stai dicendo??? Suoni nei Megadeth, il punto più alto della tua carriera e ti metti a voler fare musica pop? Vuoi fare nu metal??? Suonando in un gruppo storico vuoi ridurti a copiare quello che gli altri fanno da un paio d'anni mentre tu sei in giro da una vita??? Ma vaff... Fortunatamente non lo penso solo io, ma lo pensava anche Big Dave. E adesso che ha fatto pace con i Metallica, quando quest'ultimi nel loro DVD hanno riconosciuto il suo apporto ai primi dischi come si fa a non amarlo?? Certo, ora è un cristiano redento che fino a pochi giorni fa cantava la cieca obbedienza dell'umanità irretita dalla simfonia di distruzione cantata da un'entita superiore (chissà chi era...), ma su queste cotraddizioni si può soprassedere. Passiamo invece al loro ultimo disco: che dire, è proprio un bel lavoro. Non un capolavoro, ma un onesto lavoro. Ci sono canzoni belle come "Washington is Next", "Gears of War" (si, è proprio la colonna sonora del videogioco, con meno locuste però) e "Amerikhastan", ci sono dei quasi-capolavori come "Sleepwalker" e qualche episodio trascurabile, come "You're Dead",  "Burnt Ice" e la agghiacciante "A Tout le Monde", che già faceva schifo quando la cantava solo il boss del gruppo, figuriamoci con Cristina Scabbia.
    Tutto l'ideale per fare un discreto disco: 48 minuti che passano lisci come l'olio, senza mai stancare troppo e senza mai far desiderare di saltare canzone, a parte il già citato appello a tutto il mondo. Probabilmente il disco non regge neppure mezzo secondo il confronto con i vecchi "Rust in Peace" e "Peace Sells... But Who's Buying?", ma c'è da dire che se il confronto è con i Metallica di adesso, lo vincono senza problemi. Poi si può stare a discutere sui vecchi tempi che non torneranno, oppure si può preferirgli un gruppo di Cologno Monzese che fa schifo, però lo conosco solo io e fa molto figo dire che sono meglio dei Megadeth, tanto chi mi contraddice? Gli dobbiamo spiegare noi che una qualsiasi canzone estrapolata a caso nella carriera dei Megadeth è cento volte superiore a qualunque gruppaccio neo-thrash ultra-underground? Il motivo è solo uno: Dave Mustaine è un genio. Altalenante, incompreso, lunatico e scostante, ma sempre un genio è. E come tale si merita un gran 539/666, un in bocca al lupo per la malattia che gli impedirà tra poco di suonare la chitarra, ma che di certo non lo sconfiggerà. Ha dichiarato di voler smettere, ma chi ci crede? Lo aspetto al prossimo album, anche solo come cantante e compositore (seee solo... avercene). Tutti lo aspettiamo per il prossimo album. E non deluderà, come sempre. A parte con "A Tout le Monde" che... Ehi, scherzo Dave, vai bene così, tranquillo.
    May 18

    Now, Diabolical

    Satyricon - Now, Diabolical
    Più in alto di Fellini e di Petronio Arbitro



    01. Now, Diabolical
    02. K.I.N.G
    03. The Pentagram Burns
    04. A New Enemy
    05. The Rite Of Our Cross
    06. That Darkness Shall Be Eternal
    07. Delirium
    08. To The Mountains


    Discutere sulle trasformazioni che i Satyricon hanno avuto nel corso degli anni è diventato ormai un luogo comune, tanto che anche quella buon'anima di mio nonno, mentre giocava amabilmente a briscola con i coetanei sotto la curva, discuteva principalmente sul calciomercato, sui lavori in corso a Parma città cantiere e sulla possibilità di etichettare i Satyricon come thrash piuttosto che black.
    Il gruppo del buon Satyr, etichettato per causa della sua missionaria devozione come l'uomo più simile al diavolo, se ne frega di tutte queste discussioni e continua a produrre tutto ciò che gli passa per il suo malato cervello.
    Ne è un esempio questo ultimo disco, che assomiglia al black come io assomiglio ad un fan di Laura Pausini. Parlando nello specifico, "K.I.N.G." e la title-track sono uno spettacolo e anche "The Pentagram Burns" è carina. Poi basta però. Avrò ascoltato il disco almeno una ventina di volte e cascasse il mondo se mi ricordo anche una minima parte delle altre canzoni. Senza andare a scomodare per un confronto le traccie di "Nemesis Divina" e "Dark Medieval Times", anche il non più che onesto "Volcano" riesce nell'intento di rappresentare i Satyricon del nuovo corso meglio di quest'ultima uscita. Dopo la terza traccia il livello qualitativo cala in maniera impressionante.
    Che disco è questo? Non è di certo black. Ma nemmeno thrash, i riff sembrano quelli ma sono più distorti e meno incalzanti. Come dire, scontenta tutti e non mette d'accordo nessuno. Se dovessi valutare un singolo formato da solo le prime tre canzoni avrei fatto una recensione più che lusinghiera, affermando che la strada che stanno intraprendendo è difficile, ma se c'è un gruppo che può farcela sono i Satyricon. Ma dato che le altre cinque canzoni non sono come le prime, non resta che chiedersi se sono davvero convinti di quello che stanno facendo, dato che la loro vena ispirativa finisce dopo aver fatto bruciare il pentacolo. Ma se non hanno ispirazione perchè non tornano al black? Quello gli veniva in maniera eccelsa, non posso credere che tutta quella rabbia che avevano messo nei primi dischi sia svanita e che si siano ridotti a scimmiottare (male) una versione più aggressiva dei Motorhead (il paragone non è a caso, da uno che come avatar ho l'asso di picche e che la prima volta che ha ascoltato Orgasmatron è caduto dalla sedia. poi ha sentito la cover dei Satyricon ed è di nuovo caduto dalla sedia, ma per motivi diversi).
    Quindi che voto dargli? Mi spiace ma non vado di più della sufficenza minima: 400/666, se fosse per me gli darei meno ma mi rendo conto che ad una persona che non è a conoscenza dei fasti del passato può apparire come un buon dischetto per passare il tempo. Ma io voglio i vecchi Satyricon, voglio sentire il vento del nord soffiare e vedere le chiese bruciare, non necessariamente in quest'ordine.
    May 17

    With Oden on Our Side

    Amon Amarth - With Oden on our Side
    Una piacevole escursione tra le ridenti campagne black anticristiane svedesi




    01. Valhal Awaits Me
    02. Runes To My Memory
    03. Asator
    04. Dermod's Ride To Hel-Loke's Treachery Part 1
    05. Gods Of War Arise
    06. With Oden On Our Side
    07. Cry Of The Black Birds
    08. Under The Northern Star
    09. Prediction Of Warfare


    Ma si, scriviamo questa recensione per quell'ultimo utente che vuole restare anonimo (Andrea Balocchi, di Sorbolo) e che nonostante le sue affermazioni, NON ha ancora imparato del tutto a scrivere commenti. E di cose da dire sull'ultimo album dei Monte Fato ce ne sono da dire, comunque. Per prima cosa comprando il cd mi viene da chiedermi se ci siano guerre in corso nei paesi nordici a mia insaputa: altrimenti non si spiegherebbe l'incredibile quantità di gruppi  scandinavi che traggono ispirazione da eventi bellici. Gli Amon Amarth sono parecchi passi avanti ad ogni altri però. Parlando seriamente (so che è difficile per me, ma ci proverò) è molto difficile pensare ad un altro gruppo contraddistinto da una qualità media degli album tanto elevata. Sfido chiunque a trovarmi un disco degli Amon Amarth orrendo, o almeno poco interessante (il peggiore per me è Versus the World, ma viene ampiamente bilanciato dal quell'opera fuori scala che è Once Sent From the Golden Hall). Per un profano sarebbe fin troppo facile etichettarli come un gruppo uscito dal filone fantasy del Signore degli Anelli (su due piedi, del genere ricordo i Cirith Ungol, i Gorgoroth e i Morgoth), visto il nome, ma va anche notato che per motivi misteriosi, non hanno composto una canzone una che rimandi al libro. Mah, potevano lasciare il nome libero per un ennenesima band-fotocopia che compone canzoni pseudo-epiche che sono il delirio per ogni decerebrato fan-ultraunderground, ma che sono posticcie, noiose e antipatiche per ogni altra persona dotata di un minimo di cognizione (ogni riferimento ai gruppi di prima, eccetto i Gorgoroth, è puramente voluto. I Cirith Ungol fanno venire il latte alle ginocchia, con rispetto parlando.)... ma forse anche no.
    Beh, fatto sta che anche in quest'ultima uscita i nostri simpatici amici hanno confermato la loro qualità principale, la costanza: cantato growl cattivo su musiche epiche ed aggressive come pochi, quasi nessuno riesce a fare. "Asator" è un capolavoro, e "With Oden on Our Side" è qualcosa di più: non ho mai visto una canzone etichettabile come black (vabbè sarebbe viking) riuscire ad essere così orecchiabile, e allo stesso tempo vorrei conoscere una persona che non vuole urlare a squarciagola il ritornello dopo averlo sentito anche solo una volta.
    Non hanno davvero punti deboli? A scavare a fondo si potrebbe rilevare una certa ripetitività nelle canzoni, se non all'interno dello stesso album magari anche a confronto con i vecchi lavori. In fin dei conti è sempre la solita marcetta militare suonata con chitarre elettriche distorte e con testi inneggianti a divinità vichinghe prese a caso, un qualcosa di già sentito in ogni loro album. Si dai, forse il disco non è quel gran capolavoro.... .... .... .... Col cazzo, altrochè se lo è. Il disco è proprio quello che hanno sempre fatto, ma fatto meglio e con più ispirazione, e a parte il già citato e fuori scala "Once Sent From the Golden Hall" (che non può essere citato come paragone in quanto composto sotto diretta ispirazione di Odino e quindi non classificabile come opera originale) sicuramente è il disco più bello del nostro settentrionale combo. D'altra parte se il sito si chiama "The Northern Realm" ci sarà un perchè no? 620/666  e Under the winter skies we stand glorious, and with Oden  on our side, we are victorious.


    May 12

    A Matter of Life and Death

    Iron Maiden - A Matter of Life and Death
    I Maiden al primo posto? Devono per forza essersi venduti...



    01. Different World
    02. These Colours Don’t Run
    03. Brighter Than A Thousand Suns
    04. The Pilgrim
    05. The Longest Day
    06. Out Of The Shadows
    07. The Reincarnation Of Benjamin Breeg
    08. For The Greater Good of God
    09. Lord Of The Light
    10. The Legacy




    Si vabbè è uscito nel 2006, ma datemi il tempo di mettermi in pari cazzo. Questo era il disco più atteso dell'annata scorsa, e quando è uscito ha fatto sfracelli, andando ad occupare in classifica (italiana eh, non finlandese dove la top ten dei dischi più venduti è interamente occupata da dischi black, e nemmeno in svezia dove una qualunque band power/heavy melodica può vendere più copie in un giorno che un disco dei Manowar in Germania) la prima posizione per alcune settimane, con le riviste musicali che erano costrette a parlare del disco inventandosi cose assurde tanto per dare l'idea di essere preparati. Magari anche cambiando l'ordine delle parole, tipo "miglior metal è disco questo il" tanto nessun rimastone medio andrà mai a leggere un articolo sui Maiden, andando a preferire le novità sull'ultimo Greatest Hits di Avril Lavigne (come si possa fare un Greatest Hits dopo una manciata di album è un mistero che sa solo lei, i KISS e gli
    Aerosmith).
    Beh parlando del disco la cosa che non si può assolutamente affermare è che sia commerciale. Capito? Se avessero voluto fare un disco commerciale avrebbero fatto tante canzoni corte con i nomi del tipo "The Wicked Qualcosa", "The Evil That Qualcos'altro" e "The Qualcos'altro ancora Man". Invece hanno fatto un concept album sulla guerra di dieci canzoni della durata media di 7 minuti. Quindi prima di definire il disco commerciale, vatti a rivedere chi ha inventato il metal. E il bello del disco è che queste canzoni di 7 minuti non sono come le suite progressive di 74 minuti in si bemolle, scale neoclassiche, tempi dispari e assoli di ogni strumento anche a ruoli invertiti dei Dream Theater (ossia pesanti), ma scorrono estremamente veloci. Tant'è che appena finito, viene voglia di riascoltarlo. "The Longest Day" è un capolavoro, magari in un concerto live renderà meno di "Fear of the Dark" ma chissenefrega, "The Reincarnation of Benjamin Breeg" è un ottimo singolo, "For the Greater Good of Good" è una canzone splendida e "The Legacy" chiude il disco in maniera più che degna.
    Come qualcuno ha detto, questo non è un normale album degli Iron Maiden. Questo è molto più bello di quelle mostruosità di "X Factor" e "Virtual XI" partorite con quel pagliaccio sfigato di Blaze Bailey, che andrebbe bene solo per cantare le cover delle Vibrazioni al piano bar, se proprio proprio deve continuare a vivere. Questo è IL disco degli Iron Maiden del XXI secolo, senza nulla togliere a quei grandi lavori che sono "Brave New World" e "Dance of Death".
    Non ci saranno canzoni orecchiabili come ai vecchi tempi, ma di certo non possono fare "The Number of the Beast" per sempre no? Se ci provano, gli si dice "Aaaahh, che palle, sono venti anni che vivono di rendita con i classici". Se invece provano a fare qualcosa di nuovo "Aaaahh, che schifo, erano molto meglio prima." Ma tanto queste sono solo chiacchere di ultra-palati, quello che conta è la prima posizione in classifica. Se lo meritano per la loro storia e se lo meritano ANCHE per questo disco. Punto. 586/666, Up the Iron e tutti a casa olè olè.

    May 09

    Triumph or Agony

    Rhapsody of Fire - Triumph or Agony
    I Manowar che copiano i Rhapsody? L'Inter che vince lo scudetto? L'apocalisse deve essere vicina...




    01. Dar-kunor
    02. Triumph Or Agony
    03. Heart Of The Darklands
    04. Old Age Of Wonders
    05. The Myth Of The Holy Sword
    06. Il Canto Del Vento
    07. Silent Dream
    08. Bloody Red Dungeons
    09. Son Of Pain
    10. The Mystic Prophecy Of The Demon Knight
    11. Dark Reign Of Fire



    Mi sembra giusto inserire la recensione dell'ultimo disco dei Rhapsody of Fire (ex-Rhapsody a causa di beghe legali contro un altro famosissimo gruppo con lo stesso nome. Gruppo che inoltre suona un genere estremamente affine al loro, il punk) subito dopo quella dell'ultima fatica dei Gods of Metal. Sembra proprio che nell'ultimo disco i Manowar abbiano tentato di adottare lo stile da colonna sonora tipico dell'italico gruppo. Solo che ai Rhapsody riesce meglio, avendo una certe esperienza nel genere.
    Quindi eccoci di nuovo pronti a tuffarci in un mondo fatto di dragoni, cantato in italiano fuori tempo e testi deliranti del tipo "il cavaliere stellato si protrae nella pianura subacqua della valle del fuoco del vento oscuro e bla bla bla". Però l'ultimo disco dei Rhapsosy è davvero bello, e non solo per l'ormai collaudato sistema "copertina con drago e libro magico ---> acquisto obbligato".
    I titoli sembrano essere appena usciti da un qualsiasi gioco di ruolo ma la cosa non deve stupire più di tanto dato che Lione, Turilli & Co sono senza ombra di dubbio dei bardi di livello 21. Ma le canzoni sono uno spettacolo, e questo è l'importante. Da Heart of the Darklands dal riff orecchiabilissimo a
    The Mystic Prophecy Of The Demon Knight (no, non è un errore di battitura, vuol dire proprio "La mistica profezia del demone cavaliere". Perchè "potente potere della fiamma del drago" aveva un senso?) si fa fatica a scegliere una canzone più bella dell'altra. E questo è un peccato, perchè se i Manowar sbarcano sul campo dei Rhapsody, ne escono chiaramente sconfitti, ed è VERAMENTE un peccato dire che i maestri vengono sconfitti dagli allievi proprio in occasione di quel circo delle meraviglie che è il Demons, Dragons And Warriors World Tour. E ad un truemetalofpoweroftheswordofdarksteelmanowarfan come me spiace veramente tanto dire che questo album merita senz'altro un 599/666 andando a battere l'ultima uscita della Loudest band in the World sotto il profilo a cui quest'ultimi in occasione dell'ultimo album tenevano di più, la teatralità.

    Gods of War

    Manowar - Gods of War
    Hail to the kings.





    01. Overture To The Hymn Of The Immortal Warriors
    02. The Ascension
    03. King Of Kings
    04. Army Of The Dead pt 1
    05. Sleipnir
    06. Loki, God Of Fire
    07. Blood Brothers
    08. Overture To Odin
    09. The Blood Of Odin
    10. Sons Of Odin
    11. Glory Majesty Unity
    12. Gods Of War
    13. Army Of The Dead pt 2
    14. Odin
    15. Hymn Of The Immortal Warriors
    16. Die For Metal



    Joey DeMaio, Karl Logan/Ross the Boss, Scott Columbus e Eric Adams. Loro sono gli dei, loro sono i Manowar!!! Hail, hail, hail!!! Ok, basta cazzate, ascoltiamo il loro disco (comprato rigorosamente in edizione rilegata in simil-finta-pelle e alluminio dal peso complessivo di tre tonnellate e mezzo). Prima traccia: wow, che atmosfere epiche. Seconda traccia: wow che atmosfere epiche. Terza traccia: la so già a memoria, era il loro singolo, la salto. Terza traccia: wow che atmosfere epiche.
    Per arrivare ad una canzone inedita che non sia strumentale bisogna arrivare alla stupenda quinta traccia, che è comunque introdotta da un minuto buono di parlato. Seguono altre due ottime canzoni e poi via di nuovo ad atmosfere epiche. Credo che sia il primo disco non strumentale contenente più "intro" che canzoni vere e proprie che ascolto.
    Che si può dire... Coraggiosi, mi chiedo come abbia fatto la loro casa discografica a produrre un disco così singolare... Ah già, la casa discografica dei Manowar è del divino Joey DeMaio, non credo abbiano avuto particolari problemi. Probabilmente dato le continue affermazioni che ponevano Wagner come il miglior compositore in assoluto e come l'inventore dell'heavy metal (certo come no, poi Beethoven ha creato il black e Mozart il power...) hanno voluto imitarlo e prendere da lui la massima ispirazione, invece che da loro stessi. Certo, non è proprio quello che mi aspettavo da un disco dei Manowar. Le strumentali sono carine senza dubbio, ma avrebbero dovuto essere in numero almeno pari alle canzoni più tamarre che li hanno contraddistinti, altrimenti tanto vale licenziare tutti i componenti a parte DeMaio e fargli fare solo delle rare comparsate a gettone ogni volta che l'estro del Re dei Re ha voglia di scrivere una canzone metal e non una aria sulla quinta corda. Tutta (e dico proprio tutta) la manciata di tracce vere e proprie che sono incise meritano veramente, è un peccato doverle estrapolare da una miriade di canti gregoriani, discorsi di comandanti prima della battaglia e complesse orchestrazioni pseudo-epiche della durata di 7 minuti abbondanti. Almeno avrebbero dovuto sostituire il nome "Manowar" sulla copertina con "Joey DeMaio's Epic Project" sarebbe stato più veritiero.
    Ora come ora si meritano un comunque valido 487/666 (media tra le troppe strumentali e le poche spettacolari canzoni) sperando che si sia trattato solo di un piccolo intermezzo tra un massacro, uno scontro fra divinità ed un duello epico e l'altro. Hail to the Kings.

    May 06

    Christ Illusion

    Slayer - Christ Illusion
    Aaaah, io adoro questi uomini.




    1. Flesh Storm
    2. Catalyst
    3. Eyes of the Insane
    4. Jihad
    5. Skeleton Christ
    6. Consfearacy
    7. Black Serenade
    8. Catatonic
    9. Cult
    10. Supremist



    Yeah. Ma quanto cazzo siamo cattivi. Sbattiamo in copertina un Cristo mutilato e facciamo annegare nel suo sangue un pò di santi a caso. Come direbbe Altafini, da pag. 666 del manuale del metallaro (o qualcosa del genere). Fatto sta che questo album ha una delle copertine più brutte che il Massacratore possa vantare. Le strambe bestiacce di "Reign in blood" erano poesia, e le croci rovesciate decorate di stelle a cinque punte della nazi-copertina di "South of Heaven" erano un inno alla sobrietà al confronto.
    Ma d'altra parte è la musica quella che conta, altrimenti gli Slayer sarebbero ancora a suonare all'oratorio (anche se dopo dischi del calibro di "God Hates us All" gli avrei augurato di più una miniera di zolfo).
    Criticare le nuove uscite dei gruppi storici sembra essere il nuovo sport preferito dai metallari di oggi, che al nuovo disco degli Iron Maiden preferisco robaccia di giovinastri ultra-underground che nessuno conosce e fanno anche schifo (ricordo che il non saper suonare gli strumenti è una caratteristica del punk. PUNK non METAL), o l'esordio di un nuovo gruppo neo-folk-symphonic-tecno-house-dance-black-thrash-metal inascoltabile certo, ma fa tanto figo andare in giro a dire: "Wè conosci gli xxxyyyzzz? Fanno un misto tra Dream Theater, Dimmu Borgir, Helloween, AC/DC e Dragonforce che è originalissimo!!!". La risposta che si sente spesso è "Wow, figata!!!", mentre quella giusta dovrebbe essere qualcosa come: "Ma che cazzo di musica è??? Allora ascolto gli originali, sono più bravi e fanno meno confusione. Non vantarti di conoscere questi gruppacci, non c'è nessun premio per chi conosce il gruppo metal più ignobile, quindi fai un favore al mondo e sparati" (parola più parola meno).
    E tra un "Christ Illusion" degli Slayer e un qualsiasi altro album di pagliacci travestiti da suonatori, preferisco di gran lunga il primo.
    Sono sempre i soliti Slayer, aggressivi, potenti, incazzati e thrashettari come non mai. Certo, il testo di "Cult" sembra essere stato scritto da un metallaro satanista di 12 anni, ma la canzone è stupenda. I riff sono sempre quelli, la voglia di spacciarsi per cattivoni nazistoidi molto più di quello che si è in realtà è sempra quella (poi dovete spiegarmi come fa Kerry King se la pensa davvero nel modo in cui si vanta ad essere amicone con Tom Araya, che è cileno, una dei popoli più misti al mondo... l'idea di razza ariana va un pò a farsi benedire), la "vena" d'ispirazione (anzi di disperazione) è sempre quella, ma questi sono gli Slayer e i nuovi gruppettini dovrebbero impararsi a memoria le loro canzoni e recitarle assieme alle preghiere prima di addormentarsi. E vediamo ora chi riesce a stare al passo del vecchio maestro. Un bel 533/666 non glielo toglie nessuno.

    A Twist in the Myth

    Blind Guardian - A Twist in the Myth
    Perchè partire con questo? Perchè lo sto ascoltando






    1. This Will Never End
    2. Otherland
    3. Turn the Page
    4. Fly

    5. Carry the Blessed Home

    6. Another Stranger Me
    7. Straight Through the Mirror
    8. Lionheart
    9. Skalds and Shadows
    10. The Edge
    11. The New Order

    12. Dead Sound of Misery (bonus track)



    Si premetta che qualunque disco che riporti in copertina dragoni, castelli, portali dimensionali e libri magici DEVE essere aquistato, anche se si tratta di un "The best of Gigi D'Alessio" (no, beh forse no). Effettivamente questa è la classica copertina che guardandola da lontano, senza leggere il nome del gruppo , si pensa "No, dai chi sono questi tamarri? Non può essere così pacchiana, sono gli stilemi base del power metal, fa schifo" e quando ci si avvicina sopra si dice "Ah no sono i Blind... Allora sarà sicuramente simbolica. Ma si infatti, vedi lì? Bellissima".
    Dunque che critiche si possono fare al gruppo del buon Hansi Kürsch? Sembrano i tipici crucchi mangiapatate di ritorno dall'oktoberfest? Chissenefrega, mica li devi sposare. Il nuovo batterista sembra un troll di montagna? Da come picchia la batteria lo è sicuramente. Sono ormai venti anni che campano sul signore degli anelli (annessi e connessi) aggiungendoci riff melodiosi e orecchiabili? Sinceramente, non vedo dove stia la critica.
    E l'ultimo disco è esattamente come lo si aspetta: c'è la melodia (Turn the Page, Otherland), c'è l'aggressività (Another Stranger Me) e ci sono deliri epici in testi senza senso dove si mischiano elfi e poeti romantici inglesi dell'ottocento (Skalds and Shadows).
    Cosa volete altro? Un giudizio complessivo? Diventando critici gli si può dare un 613/666 (ah già non l'ho detto? I voti verranno espressi in seicentosessantaseiesimi. Poi ricordo che il voto va letto come mia opinione personalissima, e in quanto tale rappresenta la Verità assoluta) perchè ci sono episodi leggermente sotto tono come Straight Through the Mirror (credo che lo specchio abbia pagato dei diritti d'autore per comparire in un titolo si e uno no delle canzoni del Guardiano Cieco), Carry the Blessed Home (sarà bella quanto si vuole, ma ammazza schifosamente il ritmo) e la opener This Will Never End (fortunamente invece finisce) ma, di nuovo, chissenefrega delle critiche e del voto. I nostri simpatici amici hanno creato un signor disco, con qualche buona canzone e tanti capolavori e sfido un qualsiasi fan a venirmi a dire che questo album non gli è piaciuto, sono pronto a indire una crociata contro casa sua. E alla fine, c'è scritto "Blind Guardian" sopra, cazzo. Compratelo.